Vicenza, città ferita




Veneto | Debora Franchetto | 13 dicembre 2010 alle 09:45

Vado spesso nella mia città in quest’ultimo mese, come una sorta di viaggio della speranza per consolarmi e per darmi la forza di non pensare! Ma è difficile non pensare perchè i segni di quello che è accaduto il 1°novembre sono ancora vivi. Giro per le vie, entro nei negozi, specialmente quelli delle zone più colpite, cercando di acquistare qualche cosa per dare sostegno, far vedere che siamo solidali con i nostri cittadini, che siamo uniti e che l’unico aiuto ce lo possiamo dare tra di noi. I segni dell’accaduto sono palpabili, i muro sono scrostati, i pavimenti in legno sono ancora gonfi e quell’odore di umidità lo percepisci subito, anche perchè io lo riconosco fin tanto bene. Ma nonostante tutto sono ripartiti,hanno avuto la forza e il coraggio di ricominciare e questo mi dà veramente una grande carica. E quelli che a malincuore hanno dovuto abbassare le serrande?

Anche la città mostra ancora la sua profonda ferita aperta; tracce di fango che dopo tutta la pioggia che ha fatto non se ne vuole ancora andare, lavori in corso ovunque, il Bacchiglione visto da Ponte Pusterla sembra una vena aperta, una specie di lacerazione della terra. Son comparse le luminarie Natalizie ma sembrano quasi non avere la forza di splendere, sono lievi, tenue, son delle piccole lucciole nella stagione sbagliata. Niente è come prima, questa è la mia senzazione! Eppure io ci sto bene in questo ambiente, perchè ormai ci sono abituata, abituata a stare in un ambiente che cerca in ogni modo di ritornare alla normalità ma che fatica molto!

Già perchè a quanto pare le istituzioni, coloro che ci avevano promesso tanti aiuti, tante agevolazioni, tanti sconti, bè sono spariti, svaniti nel nulla, nascosti dietro gli innumerevoli aumenti dei generi di prima necessità, dal carburante ai prodotti alimentari. Ma non era subito che avevamo bisogno di riprenderci? Ma le aziende non dovevano ripartire subito per garantire lavoro ai dipendenti e dargli la possibilità di trascorrere un sereno Natale? E i tanti negozi, non era prima delle Feste che dovevano avere una piccola possibiltà di rialzarsi? Un mese fa erano tutti pronti a dare aiuti, sostegni, ma ora arrivano i conti da pagare e son ben diversi da come avevano promesso, ovvero gli sconti non si sa che fine abbiano fatto; avranno seguito gli aiuti dello stato! Perfino il comune ci ha messo più di un mese solo per farci la dichiarazione dello stato disastroso in cui ci siamo trovati! E cosa potevamo fare dopo un mese? Sono andata per acquistare una stufa a legna per poter asciugare quelle zone dove non abbiamo il riscaldamento, ma nessuno ha parlato di agevolazioni! Ah ecco,bisogna presentare le fatture dei lavori eseguiti! Ma tutti quelli che come noi si sono arrangiati alla meglio per ripartire al più presto con l’aiuto dei volontari, che caspita di fatture possono presentare? Ci hanno abbandonato, tutti e per prime le istituzioni, cosa che dovrebbe farci riflettere molto cari concittadini! Si sono dimenticati di noi,perchè siamo i famosi “veneti”, lavoratori instancabili e testoni che non mollano mai! Ma la testa sul collo ce l’abbiamo e come e dopo questa lezione di ennesimo menefreghismo sapremo come comportarci e la terremo bene a mente. Dobbiamo tener duro e riprenderci,  per mostrare al mondo quanto siamo caparbi,  soprattutto perchè possiamo e dobbiamo un giorno avere la nostra tanto sospirata indipendenza che son convinta stiamo dimostrando di meritare a pieni voti!


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Articolo scritto da Debora Franchetto

Debora Franchetto Debora Franchetto 42 anni, vive a Montebello Vicentino. Fino a 5 anni fa gestiva un ristorante con la madre ma ora si dedica alla famiglia e ai suoi animali! Ama scrivere e cucinare e dalla vita chiede solo serenità e salute
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2 commenti

  1. keko scrive:

    e ti varda… sul servissio de Studio Verto de ieri i dixeva che par quasi che no sia suceso gninte a vicensa. Cola telecamera i faséa vedar che jera tuto nèto e ordenà, dixendo: “vara ciò che brai i s’ha rangiè da soli, bon, capitolo aluvion veneto serà”.

    Sti cancari, gho dito, cosìta i fa vedar che no serve darghe i schei promesi ai visentini, visto che sto stato italian smarso e insulso NO I VE DARA’ GNANCA UN SPUO in pì de quel poco che pretendì par risarcimento.
    Vanti cosita, viva l’italia -_-

  2. debora scrive:

    @ keko:
    Hai ragione!fanno vedere solo quello che vogliono,senza conoscere i reali problemi del territorio e delle strutture ma soprattutto delle persone che sono ancora molto provate nel loro intimo!
    Io le conosco tutte queste senzazioni perchè per la seconda volta in 20 anni è toccata pure a noi!Ancor di più odio la politica perchè non tutela per niente i cittadini ma solo gli interessi di pochi selezionati!siamo soli……………………………..

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